16/05/13

Nick Cave & The Bad Seeds – Push The Sky Away (2013)


valutazione: 9/10

Diari

Cara Bee,
ho appena scaricato la foto che ha inviato via mail mia sorella. Come cresce in fretta suo figlio! Per un attimo ho avuto l’impulso di chiamarla ma non trovo le forze, perciò, per non vanificare il mio desiderio di interloquire in qualche maniera con qualcuno, decido di scriverti.
Come sai, da tre mesi mi sono trasferito in questa nuova città e ho trovato una sistemazione soddisfacente seppur precaria. Stamattina ho avuto una piacevole conversazione con un personaggio del posto. Dice di essere stato frate eremita per quindici anni, poi è tornato nel mondo civilizzato ma qui tutti lo definiscono un po’ matto; sarà, ma ho scorto nei suoi occhi tutta la fibrillazione e il candore di uno spirito completamente libero, privo di imposizioni. Non fraintendermi, non intendo scomparire, tagliare ogni tipo di contatto ed emulare le gesta di quell’uomo fuori dal tempo. Tuttavia credo sia indispensabile, giunto oramai a un punto cruciale della mia vita, mettere in fila i fotogrammi di ieri e quelli di oggi per riconoscere e annotare le cose importanti e le cose superflue per poi dividerle le une dalle altre.
Non è la mia una semplice cesura, una raccolta differenziata dei sentimenti, delle gioie, delle speranze e dei tormenti. Né voglio montare un patetico filmino dei ricordi. È una necessità, questa, di rispondere a una domanda: cosa sto facendo?
Per rispondere al meglio a questo quesito ho pensato bene di osservare. Osservare quanto più posso ogni cosa che ha a che fare con la mia quotidianità, staccarmene. 
Ti aggiorno presto,

                                                                                                                                 Kin

***

Cara Bee,
detto, fatto. Ti aggiorno con grande soddisfazione. Riflettendo sul bisogno di osservare, l’altro giorno ho pensato bene di andare in cima a una collina dalla quale si ammira un bellissimo scorcio della città coi suoi due campanili che sembrano grattare le nuvole.
Sarà un brano rock and roll ascoltato in auto, sarà stata la velocità con la quale guidavo; alla fine mi sono sentito sollevato. “Sollevato”, credo di aver trovato il termine appropriato. Lì, su quella collina mi sembrava di dominare il mondo, non nel senso di comandare o chissà che. Sentivo di reggere il mondo, il mio mondo fatto anche di piccole banalità. Una canzone dice: “quando senti di aver ottenuto tutto ciò per cui sei venuto, se tutto hai ottenuto e non hai altro da chiedere, devi solo sollevare, sollevare il cielo più in là”. Ebbene, non sento altro nella testa, non sento di dover rispondere più a nessuna domanda. Adesso sento solo delle cose da fare. E tutto ciò mi... solleva!
Non vedo l’ora di rivedere mia sorella e conoscere mio nipote.

                                                                                                                                 Kin


Andrea Russo




Nick Cave & The Bad Seeds – Push The Sky Away
(Bad Seed Ltd, 18/02/2013)

tracklist
01. We No Who U R
02. Wide Lovely Eyes
03. Water's Edge
04. Jubilee Street
05. Mermaids
06. We Real Cool
07. Finishing Jubilee Street
08. Higgs Boson Blues
09. Push The Sky Away

18/03/13

Beach Fossils – Clash the truth (2013)

 
valutazione: 8,5/10

Dietro il parchetto del paese c’era una casa abusiva e abbandonata immersa nella tipica lama pugliese. Era piccina e sarebbe passata inosservata a chiunque se non fosse stato per quel rosso ormai scolorito con cui un passato proprietario forse un po’ eccentrico l’aveva interamente tinteggiata.
Era nota a tutti i ragazzini della zona per quell’aura di mistero che l’avvolgeva, alimentata da leggende metropolitane legate probabilmente proprio alla tinta scarlatta che evocava strane associazioni mentali a quelle fervide immaginazioni adolescenziali.

Tommaso era un tredicenne come tanti, esagitato dai primi slanci ormonali e dalle prime conquiste d’indipendenza. Passava i pomeriggi di quell’accenno di primavera ammazzando il tempo fra un libro e due timidi tiri a quelle prime sigarette. Da qualche tempo tentava disperatamente di entrare nelle grazie di un gruppo di ragazzetti appena più grandi di lui. Rubare qualche monetina dalla cassettiera della mamma e procurarsi di nascosto quel pacchetto di sigarette rappresentava solo uno, forse il più piccolo, di quei tentativi disperati. Anzi presto avrebbe avuto modo – sperava – di conquistarsi il posto nel gruppo con una specie di rito di iniziazione da cui ogni “adepto” era destinato a passare: il giro della Casa Rossa.
Tommaso non era molto convinto a proposito dei miti che narravano di inquilini sovrannaturali, tutt’al più temeva ratti e scarafaggi ma non avrebbe mai potuto confessarlo.
In ogni caso l’euforia e l’eccitazione, quando giunse la sera designata per la prova, avevano spazzato via qualsiasi timore e condizionamento psicologico negativo. Voleva solo farsi valere e provare di non essere una mezza sega, come qualcuno sosteneva bocciando l’idea di accoglierlo nel branco.
Si disposero tutti davanti la facciata della Casa. Davide, il “capo”, diede un calcio al portone ammuffito e quello cedette subito. Tommaso capì che era un chiaro invito ad entrare. Si avvicinò all’ingresso, ripassando a mente il percorso che avrebbe dovuto compiere, come gli avevano spiegato.
Il primo passo fu il più difficile, il buio era quasi totale, gli passarono frettolosamente una torcia e lo spinsero dentro. Si fece un po’ di luce e, schivando merde e ragnatele, trovò finalmente la scala che conduceva al piano superiore. I pioli scricchiolavano sotto il peso delle scarpe da ginnastica e le mani scivolavano sul legno marcio ma ce la fece. Il piano di sopra era meno sudicio, lentamente arrivò fino alla persiane rosse, le spalancò e la luce lunare invase la stanzetta. Istintivamente si lasciò andare in un grido nel vento, quasi un ululato di soddisfazione alla luna.
Inspirò l’odore della brezza serale, poi passò all’altra finestra, spalancò anche quella. Spense la torcia e tornò sui suoi passi verso la scala. Riprese a scendere, un piede dietro l’altro ed uscì dalla Casa correndo. Era in un vortice di esaltazione. Essere riuscito in quella stupidissima impresa gli dava un senso quasi di immortalità. Tutti gli altri lo abbracciarono, si sentì finalmente parte di un gruppo.
Inforcarono le biciclette e corsero incontro a quell’estate che avrebbe avuto il sapore dei vigneti e l’odore del sudore fraterno.

Annachiara Casimo

 

 
Beach Fossils Clash the truth
[Captured Tracks, 19/02/2013]

tracklist

1. Clash The Truth
2. Generational Synthetic
3. Sleep Apnea
4. Careless
5. Modern Holiday
6. Taking Off
7. Shallow
8. Burn You Down
9. Birthday
10. In Vertigo
11. Brighter
12. Caustic Cross
13. Ascension
14. Crashed Out