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25/02/13

Grizzly Bear – Shields (2012)

valutazione: 9/10

Zoom

Questa esistenza dal significato ignoto è simile alla linea irregolare delle colline verde-scuro che separa il mondo dal cielo. Più ci si avvicina più si perde di vista questa linea. Essa comincia a prendere consistenza; diventa albero, terra, animale. E infine scompare.
Zoom-in, zoom-out. E la cinepresa in spalla crea mondi, ne distrugge altri e poi, clic: fine della ripresa. Passo lo sguardo oltre. Le case in sequenza, da quassù, sembrano solo dei contenitori, nulla a che vedere con le vite e le sofferenze che contengono; esattamente come David Bell, il personaggio del primo romanzo di Don DeLillo. Osservo la realtà per quella che è. Il segreto dell’uomo occidentale è tutto qui: andare avanti, fare profitto, competere, rottamare, vincere. Ma a pensarci bene non è un segreto, anzi, è dna.
E allora non resta altro che entrare, chiedere il permesso alla società del consumo: “Ehi sono dei vostri tranquilli oh che bella casa dove hai comprato le tende davvero un aspetto accogliente guarda un vero affare”. E via così, tutti felici e contenti sorrideremo a un nuovo giorno grazie al nostro lavoro tutto sprint, e in macchina ascolteremo solo notiziari di economia da dieci minuti intervallati da quindici minuti di pubblicità “la nostra esperienza al vostro servizio” mentre fuori campeggerà il cartellone di un esponente politico locale con lo stesso identico slogan del cazzo: “la nostra esperienza al vostro servizio”. È proprio così che questo significato, giorno dopo giorno, diventerà sempre meno ignoto e farà capolino dal portafogli. O almeno di questo ti convinceranno.

"At the end of the line
It is as if there's no time at all
Nothing left to win
Every pleasure burned to the wick
Content to be alone
A quiet picture drawn each day before it ends
To remind me once again
Why I'm even here"
  
Andrea Russo



Grizzly Bear – Shields
[Warp, 18/09/2012]

01. Sleeping Ute           
02. Speak in Rounds               
03. Adelma                    
04. Yet Again                
05. The Hunt                
06. A Simple Answer              
07. What's Wrong?
08. Gun-Shy      
09. Half Gate     
10. Sun in Your Eyes

05/08/12

New Candys – Stars Reach The Abyss (2012)


valutazione: 8/10


Accendemmo le lampade e seguimmo un banco corallifero in formazione: la luce, giocando tra quegli alberi vivamente colorati, produceva effetti fantastici e i ramoscelli di corallo sembravano tremare sotto la carezza dell’acqua. [J. Verne]

Il loro EP del duemiladieci era stata una vera scoperta e si era candidato a presupposto solido per un buon futuro. Ora arriva questo Stars Reach The Abyss  e i New Candys si confermano una delle realtà italiane più interessanti. [...CONTINUA A LEGGERE...]

Annachiara Casimo




New Candys - Stars Reach The Abyss
[Foolica Records, 23/03/2012]

tracklist

01. Hand-Chain Dog
02. Blackbeat  
03. Half-Heart
04. Dry Air Everywhere
05. Sun Is Gone ('Till Day Returns)
06. Meltdown Corp.
07. Blue Magic Hat
08. Welcome To The Void Temple
09. Nibiru
10. Volunteer
11. Butterfly Net
12. Purple Turtle On Canvas

29/05/12

Ty Segall & White Fence – Hair (2012)


valutazione: 8/10

Quante sere con gli occhi troppo chiusi e intanto il disco continua a girare. E più che alla musica è a quel fruscio scatenato dalla puntina che presti maggior attenzione. Sbuffi il fumo della sigaretta e ti volti. I ricordi sono tutti lì.
L’ultimo anno di liceo è così che ritorna in mente. Rose era troppo bella quella notte. Era inutile ballarle attorno durante la festa di addio. Caro vecchio Jacob, tu vestivi con camicia beige e pantaloni ascellari, quali speranze credevi di avere? Tutt’ora il tuo abbigliamento non è cambiato di una virgola. Rose, la ragazza dominicana, la ragazza dai due nei vicino le labbra. Sembrava che tutto le appartenesse quella notte. Anni Settanta, violenza, garage-rock, droga. Tu la droga non l’hai mai provata ma non è che ne vai fiero o chissà che. Semplicemente non ti è mai capitato, non hai mai frequentato cattive amicizie.
Poggi gli occhiali dalle lenti opacizzate sulla scrivania, sei stanco di correggere i compiti dei tuoi alunni. Già, hai deciso di fare l’insegnante perché hai sempre creduto di avere ancora un conto aperto con la tua giovinezza. Insegnare per tenere vivo quel rapporto col tuo Io passato, col tuo Io che non è mai stato. È tardi. Crolli dal sonno e dalla stanchezza.

Oggi. Oggi c’è Clara Potter. Alunna dell’ultimo anno. Media voto tra le più alte della tua classe. Clara Potter la incontri per caso. Minigonna, t-shirt che lascia intravedere l’ombelico e il giovane seno. Terrore, cominci a sudare freddo. Come puoi vedere con questi occhi una tua alunna? Ti vergogni di te stesso, accenni una fuga alzando il passo ma lei ti saluta da lontano e sei obbligato a fermarti. Clara Potter, sorriso radioso, occhi truccati e un nuovo piercing all’ombelico.
«Cosa dicono i suoi genitori di quell’anello lì?»
«Non lo trova carino, professore?»
Certo che lo trovi carino, Jacob.
«Niente affatto, signorina».
«Ma come? – fa lei alzandosi ancora la maglietta e lasciando scoperto il ventre nudo – Credevo fosse di mentalità più aperta!»
«Che fa, dubita del suo caro professore, signorina Potter? Non si ricorda dei nostri discorsi sul rock n’ roll? A proposito, le è piaciuto il disco che le ho prestato?»
«Molto, professore. A partire dalla copertina e finendo con le musiche. Sembrano così, così…»
«Così sincere, così anni Settanta!»
«Esatto!»
Ridete entrambi. Poi il tuo fiato si fa corto. Hai un sussulto. Sollevi la mano – ancora titubante sul da farsi – e te la ritrovi lì. Tocchi la tua alunna accennando un goffo abbraccio e poi… poi la baci!
«Professore, cosa…?!»

La tua carriera da insegnante è pressoché finita. Ora sei senza lavoro ma in mente risuonano vivaci le note di un disco di quarant’anni fa. E forse va bene così.

Andrea Russo

Il sito di Ty Segall e la pagina facebook dei White Fence


Ty Segall & White Fence – Hair
[Drag City, 29/04/2012]

tracklist
01. Time
02. I Am Not A Game
03. Easy Rider
04. The Black Glove / Rag
05. Crybaby
06. (I Can't) Get Around You
07. Scissor People
08. Tongues