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30/08/13

True Widow – Circumambulation (2013)

 valutazione: 8,5/10

Nel buio immagino e disegno i profili degli oggetti, ricreo gli spazi con la mente. Ogni cosa si plasma dietro i miei occhi chiusi.
Nel rumore ascolto, scovo le melodie e do vita ai suoni. Attraverso il rumore riesco a sentirti: sussurri parole lente e solenni.
Attraverso le ombre ti osservo: il tuo profilo si staglia luminoso con il sapore antico di una fragile porcellana.
Non mi guardi. Non mi parli.
Tendo il braccio per accarezzarti ma la mano intorpidita mi restituisce un’immagine falsata dei tuoi lineamenti, ti percepisco ineffabile, aerea, quasi fatta di nuvola.
Così svanisci e il buio torna a riempire i vuoti.

Ogni volta ci ripenso. Durante i pleniluni la gente dell’Appennino tramanda una storia, parla di una giovane fanciulla svanita in una notte senza astri. La chiama Azzurrina, per via degli occhi chiari e dei capelli dai riflessi di luna, e l’attende ogni mese, soprattutto durante l’inverno quando l’oscurità è gelida e feroce. Si dice ritorni senza sosta, per insegnare alla luna il suo corso e scandire l’andamento della natura.
Allo stesso modo ti attendo anch’io, quando la notte è fitta e angosciante, danzando attorno alla tua immagine riflessa nella mia memoria.

Allineo tre ciottoli sulla coscia, sono così freddi e lisci che mi ricordano le tue guance. Ne sfioro i contorni con il dito, prima delicatamente poi sempre più veloce. Ti giro attorno, ti giro attorno, ti giro attorno. Ormai è una danza che la mia ragione conduce con la tua assenza. Riappari. Ti copri i capelli con un velo leggero, impreziosito dal pizzo, che ti scivola sul collo per scendere giù, lungo i fianchi. Lo fermi sulla spalla con la mano su cui brilla un anello, fine come un frammento di stella. Ti abbraccio e volteggiamo immersi nel frastuono. O forse è solo silenzio quello che sento, non distinguo più. Non posso più percepire il mondo attraverso i sensi, tutto accade solo dentro  di me. 

Annachiara Casimo


True Widow – Circumambulation 
[Relapse Records, 23/07/2013]

tracklist
01. Creeper
02. S:H:S
03. Four Teeth
04. Numb Hand
05. Trollstigen
06. I:M:O
07. HW:R

08. Lungr

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10/07/11

Boris – Heavy Rocks (2011)

valutazione: 7/10

Nel precedente articolo sui Boris, ci eravamo soffermati sul fatto che Attention Please non è il solo album uscito in questo 2011 per la band nipponica. Avevamo  anche accennato alla loro natura cangiante e ai temi musicali esplorati. Se Attention Please suona come la loro svolta pop, il secondo volume di Heavy Rocks – che richiama l’Heavy Rocks del 2002 nel nome ma anche nella veste grafica e ovviamente nelle sonorità – riprende un tema caro ai Boris, ossia l’hard-rock a tratti stoner o pesante come quello dei Melvins, a tratti schizofrenico come quello dei Motorpsycho.

Ad aprire le danze (precisamente danze di teste in preda a convulsioni) è l’affilatissima Riot Sugar con chitarre cariche di distorsioni e fuzz da capogiro, mentre con GALAXIANS sembra di essere su un treno a velocità supersonica diretto verso dimensioni altre.
Nonostante le sfuriate rock descritte, in questo album non mancano episodi che attenuano l’impeto iniziale e che richiamano il coevo Attention Please. In questo modo i Boris non scadono in una semplice versione aggiornata dell’edizione 2002 di Heavy Rocks ma elaborano un’opera svincolata e autonoma. Per usare una facile similitudine, si potrebbe parlare di una montagna russa. La sensazione di saliscendi è palesemente voluta dalla band con tracce più distese, affini allo space-rock (la catartica Missing Pieces e la lentissima marcia funerea di Aileron) e qualche sporadico accenno allo shoegaze infettato di pop (Tu, la la) intervallate da altri brani più propriamente stoner.

La dimostrazione di quanto questa band di Tokyo sia fuori di testa è tutta concentrata nel pezzo finale, la potente e metallica Czechoslovakia che finisce proprio quando sembra che stia cominciando il più bello, lasciando l’ascoltatore sospeso in aria, come se il treno supersonico si fosse svincolato dai binari mettendo nel panico i viaggiatori.

Andrea Russo

Il sito ufficiale della band




Boris –  Heavy Rocks
[Sargent House, 24/05/2011]

01. Riot Sugar
02. Leak -Truth,yesnoyesnoyes-
03. GALAXIANS
04. Jackson Head
05. Missing Pieces
06. Key
07. Window Shopping
08. Tu, La La
09. Aileron
10. Czechoslovakia


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