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22/01/12

I break horses - Hearts (2011)

valutazione: 8/10

Stoccolma con la neve dev’essere una meraviglia imperdibile se partorisce suggestioni come quelle generate dall’ascolto di Hearts, un disco febbrile coperto da una coltre candida. Questa piccola perla nordica – fra le più belle rivelazioni dell’anno appena trascorso – è, infatti, un fiabesco surrogato di psichedelia onirica, stratificazioni shoegaze e atmosfere post-rock scandite qua e là da richiami agli anni ottanta, come in Wired o nell’evocativa Pulse.
Dietro questo – ora morbido, ora vorticoso – muro sonoro si celano, col nome di I break horses, Fredrik Balck e Maria Lindén, un duo svedese figlio degli incontri casuali dell’era virtuale (galeotto pare sia stato un forum di elucubrazioni ipocondriache). Che sia un caso o meno, la caratteristica primaria dell’album sembra essere data da antitesi e connubio fra ossessività e impalpabilità, ipocondria riversata in musica ed esorcizzata; la prima traccia, Winter Beats, ad esempio, apre il disco contrapponendo a un motivo ripetuto insistentemente, la voce della Lindén, rilassante ed eterea.
Un esperimento ben riuscito che dona agli I break horses il merito di essere riconoscibili nel grande calderone di band dream pop giornalmente sfornate dalla scena musicale internazionale. Un esperimento, inoltre, che getta le fondamenta e fa auspicare il meglio per una carriera appena nata e già sorprendente.

Annachiara Casimo



I break horses - Hearts
[I Kill Love/Bella Union, 22/08/2011]

tracklist
01. Winter Beats
02. Hearts
03. Wired
04. I Kill Your Love, Baby!
05. Pulse
06. Cancer
07. Load Your Eyes
08. Empty Bottles
09. No Way Outro

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09/09/11

Two Left Shoes – Two Left Shoes EP (2011)

valutazione: 6,5/10

Svegliarsi col piede sinistro o, meglio, con la scarpa sinistra, in barba alle credenze popolari, sembra non essere controproducente.
Loro, quattro ragazzi pugliesi, lo fanno dal 2007 e i risultati si vedono, anzi…si sentono.

Reduci da un’estate che li ha visti calcare i palchi di alcuni fra i più importanti festival locali (dal Dirockato al Terlizzi NONSTOPMUSIC), i Two Left Shoes sono finalmente pronti a lanciare il primo ep ufficiale, prodotto da Giorgio Spada, già voce dei Vegetable G e personaggio di spicco del panorama musicale pugliese.
Sette tracce incastrate l’una sull’altra alla perfezione per un totale di circa venti minuti, come pure venti sono le 20reasons del primo pezzo, incalzante e ossessivo nel suo abito nero new wave (come l’ancor più dark Bauhaus, riverberi e voce nervosa). Segue Sunrise che parte fatata e straziante per poi aprirsi e acquistare ritmo dopo il primo minuto e, subito dopo, si succedono, intervallate dalla già citata Bauhaus, Through my TV e Joseph nel loro onesto indie-rock fatto con capacità e pochi fronzoli.
A chiudere, a mo’ di sintesi, Carry on e Beauty and beer racchiudono le due anime musicali dei Two Left Shoes, la prima più indie/college-rock e la seconda tendenzialmente post-punk.

È evidente, in breve, che i ragazzotti in questione son capaci e in gamba: nulla, infatti, in questo EP debutto sembra fuori posto o lasciato al caso, tutto è sapientemente incastrato per regalare all’ascoltatore un disco davvero gradevole ed equilibrato.
L’auspicio è che, con la maturità artistica, acquistino anche quel briciolo di originalità in più di cui necessiterebbero.
Per il resto, allacciate le vostre scarpe mancine e premete play.
Poi non dovete far altro che lasciarvi coinvolgere dalla musica.

Annachiara Casimo



Two Left Shoes – Two Left Shoes EP
[2011]

tracklist
01. 20reasons
02. Sunrise
03. Through my TV
04. Bauhaus
05. Joseph
06. Carry on
07. Beauty and beer


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30/06/11

Soviet Soviet – Summer, Jesus [EP] (2011)

valutazione: 8/10

Ucciderò i sogni, figli ciechi di una speranza famelica e stupratrice. Li ucciderò in questa stanza, chiuderò gli occhi e svaniranno, come colpiti alle viscere: anche se sono l’ultimo appiglio, l’ultima àncora di salvezza, non servono a molto oramai.
Il cuore batte, martella, imperterrito e impertinente. Lo senti anche tu?
Cuore di tenebra, dov’è il tuo coraggio nero, quello che non guarda in faccia nulla, quello che se ne fotte? L’estate non è per te. L’estate è per chi può sorridere.
Echi, voci, battiti e quel campanile che si sdoppia, si triplica col suo orologio e i minuti che scorrono via, valanghe sui fianchi di questa vita che non conta.
Sopravvivere fa troppo comodo. Come sorridere al cielo d’estate.



Annachiara Casimo


Myspace della band




Soviet Soviet – Summer, Jesus EP
[Tannen Records, 07/06/2011]

tracklist
01. Contradiction
02. Human Nature
03. Prince, Prostitutes
04. Warmata
05. The Beasts Are Brave
06. Aztec Aztec

28/06/11

Утро – Утро (2010)

valutazione: 8,5/10

Con una primavera che stenta ad arrivare, certe sere capita di rispolverare degli ascolti non proprio radiosi. E così, andando a cercare Siberia dei Diaframma, mi sono ricordato che, tra questo disco e Closer dei Joy Division, avevo conservato un album ben più recente e che mi aveva molto entusiasmato durante l’inverno appena trascorso. Il disco in questione è l’omonimo album degli Утро (leggi Utra); loro sono russi, cantano in russo e sembrano usciti direttamente da un film di Andrej Tarkovskij.

Mettendo su la prima traccia, si capisce benissimo cosa abbiamo di fronte. Una batteria minimalista introduce un basso che sembra suonato all’interno di una caverna. E poi il cantato, distaccato ma pungente come la punta di un iceberg, sembra costretto a sorreggere tutto il peso del mondo. Infine, una chitarra poco distorta ma carica di delay genera un effetto sinuoso e visionario.
Chissà se questi ragazzi hanno mai ascoltato i primi Diaframma; fatto sta che il giro di basso di Сад (Sad) sembra ispirato a pezzi come Desiderio Del Nulla o Amsterdam, ma anche a tanta coldwave.
Il resto dell’album si snoda evocando scenari desolanti ma, al contempo, romantici; rivelando gelidi fremiti da alienazione post-moderna in una corsa vorticosa all’interno di un labirinto senza uscita.
La chiusa dell’album conferma la sensazione di smarrimento, con l’ultimo estremo secondo che lascia l’ascoltatore allibito.

Un ulteriore approfondimento merita la copertina dell’album. Una splendida foto in bianco e nero senza alcuna scritta e senza nessun effetto grafico. Due casette e una chiesetta che sembrano quasi sospese su una nuvola; un po’ come a ricordare la natura stessa di questo progetto, tanto coinvolgente quanto criptico e misterioso.

Il disco è liberamente scaricabile dal loro sito ufficiale. Attenti, però! Dovete essere bravi a districarvi all’interno di un sito/labirinto pieno di  immagini allucinate e link apparentemente nonsense. Cercando ulteriormente sul web, non è difficile scoprire che gli Утро non sono altro che il progetto parallelo e fantasma della band Motorama. Quest’ultima, però, è un’altra (bella) storia.

Andrea Russo




Утро – Утро
[autoprodotto - 2010]


tracklist
1 -  Дом
2 - Сон вещий
3 - Незнакомая сила
4 - Сейчас самое время
5 - Как же я был слаб в те дни
6 - Сад
7 - Река
8 - Портрет
9 - Души стареют быстрее тел        
10 - Спесь                         
11 - И всюду запах затухших свечей