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15/05/12

Cosmetic @ Dirockato Winter, Monopoli (BA) - 09/05/2012

Foto di Ilaria Pastoressa.

«Va’ che ficata, m’ha dato una capocciata come nei film di Bud Spencer!»

Un’asse della sedia cede, Simone rischia di sprofondarci. Emily chiede timidamente se qualcuno le passa una sigaretta. E il mare sussurra in sottofondo.
Manca poco. Mone ride, Bart non ha voce ma continua a raccontar storie di labbra che si aggrappano agli apparecchi.
Ci si vuol bene anche se ci si conosce appena.
Ad unirci sono quelle melodie, quei ronzii.

Domattina un suono avrà che non si sente / e da ogni parte arriverà un rumore nuovo che / ci verrà a sorprendere.
Ma, per ora, imbraccia quella chitarra e, col filo di voce che ti rimane, canta: l’unica cosa che importa è l’entusiasmo.

Ci rincontreremo, poi: dietro altri amplificatori voi, sotto un altro palco noi, trincee invisibili che ci dividono per essere abbattute a spallate.
Ci rincontreremo quando a trentacinque anni ci trasferiremo.

Extraterrestre, vienici a cercare, vogliamo un pianeta su cui ricominciare.

Annachiara Casimo


Foto di Annachiara Casimo.



Setlist:
- Sitar
- Prima o poi
- La cura
- Melly
- Andreini
- Carlo ha detto
- Giorni a venire
- Fine del giorno
- Scisma
- Colonne d’errore
- Sangue+Sole
- Il declino
- Lo spavento
- Ragazzo crudele
- Thomas
- Né noi né Leandro







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23/12/11

Paolo Zanardi – Tutte le feste di domani (2011)

valutazione: 8/10

Tutte le feste di domani, il nuovo album di Paolo Zanardi, completamente autoprodotto e svincolato da etichette discografiche, esce a quattro anni di distanza da quel piccolo gioiello nella discografia italiana che è stato I barboni preferiscono Roma.

Questo nuovo lavoro è musicalmente più essenziale e immediato, ma i testi di Iaffaldano/Zanardi restano incisivi e poeticamente dominati da una tenera disperazione (a tal proposito, la bukowskiana Harem). Testi che sembrano mossi da un disincanto quotidiano che significa noia domenicale, gatti sui tetti di periferia e condomini che diventano il luogo ultimo dell’umanità; ma anche dolci “ricordi” come in Postal Market dove il cantautore punk monopolitano riesce a toccare corde emozionali non indifferenti grazie ad un cantato che diventa quasi infantile.

E se la traccia che dà il titolo all’album potrebbe facilmente girare per le radio grazie alle sonorità vicine al Battisti di fine anni Settanta (a parte la dichiarata citazione loureediana), Arbeit Macht Frei, già in circolazione da un annetto grazie ad un videoclip girato da Peppe Toia e “liberamente ispirata ai fatti della ThyssenKrupp”, vede l’irriverente Caparezza e il genio Antonio Rezza come ospiti d’eccezione. E non sembra un caso l’alternanza dei termini “lavoro” e “sterminio” nell'ossessivo ritornello quasi da hit parade.

Insomma, un album che sancisce un nuovo periodo della discografia di Paolo Iaffaldano alias Paolo Zanardi, anche se il timbro stilistico e poetico restano quelli di sempre e il quasi totale disinteresse delle cosiddette case discografiche, oltre a non toccare minimamente l’artista, confermano quell’anomalia tutta italiana nel riuscire quasi sempre a trascurare quanto di meglio c’è in giro.




Paolo Zanardi – Tutte le feste di domani
[autoprodotto, 01/12/2011]

tracklist
01. Petali e spine
02. Harem
03. Tutte le feste di domani
04. Postal Market
05. Arbeit Macht Frei
06. Domenica (dopo-sbronza di periferia)
07. La tomba dell’amore
08. Buio
09. Condominio
10. Tua madre

29/06/11

be forest – cold. (2011)

valutazione: 8/10

Gli sguardi d’intesa per scegliere via via la scaletta.
I capelli di Erica che, ciuffo dopo ciuffo, cadono ogni volta che batte un colpo sulla batteria.
Chiudo gli occhi.
Sono sulla soglia di un bosco innevato, di notte, al buio.
Dal cuore del bosco provengono, flebili, voci femminili.
Tutt’intorno riverberi di chitarre.

L’aggettivo “suggestivo” non è mai stato tanto calzante come per la serata conclusiva della rassegna musicale Dirockato Winter a Monopoli.
Ospiti i pesaresi be forest e il loro lavoro d’esordio cold.
Nomi non casuali, direi, se pensiamo che suonano per tutta la serata così, in piedi (sì, compresa la batterista) come degli alberi che si stagliano sul palco. Oppure che l’album è effettivamente una distesa di neve su cui scivolare velocemente, che si lascia ascoltare e al tempo stesso ipnotizza con una facilità imprevedibile e che trasporta in universi paralleli e glaciali dalle tonalità turchesi e violacee come quelle della grafica del cd.

Apre ntr, un’intro senza vocali e senza voci, un assaggio di un minuto e mezzo delle otto tracce che seguiranno: chitarra glaciale, basso martellante, echi, ritmo serrato.
A chiudere, invece, screaming prayers, il suo testo ermetico, la voce che si avverte appena e raffredda l’aria intorno.
Un piccolo diamante dai riflessi baluginosi e dalla consistenza del ghiaccio, insomma.

I modelli di riferimento (non solo musicali) son ben chiari, visto l’elenco dei loro miti o delle canzoni che han cambiato loro la vita: dall’immaginario legato alla fotografa americana Diane Arbus a Kim Gordon, dai Joy Division ai My Bloody Valentine, giusto per fare qualche nome.

Ma non è affatto trascurabile anche l’humus in cui questi tre giovincelli (che, per la cronaca si chiamano – per l’appunto – Erica, Costanza e Nicola) son cresciuti: la provincia pesarese che, sempre più fertile, ingrossa le fila della nuova onda musicale italiana e dà i natali ad alcuni fra i gruppi più promettenti del momento, dagli Altro ai giovanissimi (di nome e di fatto) Young Wrist, dai Soviet Soviet ai General Decay.
A noi comuni mortali non resta che cavalcare l’onda e lasciarsi trasportare in dimensioni sonore sovrannaturali e bellissime.


Annachiara Casimo





be Forest – cold.
[WWNBB – WE WERE NEVER BEING BORING collective – 03/2011]

tracklist
01 - ntr
02 - wild brain
03 - buck & crow
04 - florence (lrnc)
05 - dust
06 - thrill
07 - blind boy
08 - your spectres
09 - screaming prayers